80 mila italo-albanesi. Meno “immigrati”, ma la comunità cresce

Tra nuovi cittadini albanesi con regolare soggiorno in Italia, le presenze viaggiano verso quota 600 mila. Ecco cosa raccontano i nuovi dati dell’Istat.

Cresce di anno in anno il numero degli albanesi che diventano italiani. Secondo gli ultimi dati Istat, sono21.148 quelli che nello scorso anno hanno preso anche la cittadinanza tricolore, 55% in più dei 13. 671 che hanno giurato fedeltà al tricolore durante il 2013. Il dato dell’Ultimo anno è il più alto in assoluto registrato dei 25 anni di immigrazione albanese in Italia. E considerando l’anzianità della comunità, tali cifre, se non più alte, le avremmo per alcuni anni ancora.Per quanto riguarda il motivo dell’acquisizione della cittadinanza, di anno in anno, cresce (in valori assoluti e relativi) il numero dei decreti di cittadinanza per residenza. Negli ultimi due anni si passa da 7.055 (51,6%) del 2013 a 12.040 (56,9%) del 2014. Sono sempre di più anche i minori ed i giovani albanesi che prendono la cittadinanza per trasmissione dai genitori oppure perché nati in Italia: da 4.367 nel 2013 a 7.111 nel 2014. E allo stesso tempo, diminuiscono le cittadinanze per motivi di matrimonio, passando da 2.249 (16,5%) del 2013 a 1.997 (9,4%) del 2014. Sempre secondo i dati degli ultimi anni dell’Istituto Nazionale di Statistica, ormai gli albanesi diventati italo-albanesi arrivano ad 80 mila. Una bella comunità, più o meno grande quanto Brindisi, più che integrata, per la quale l’Italia è letteralmente il suo Paese. Un ultima considerazione. Per la prima volta in questi 25 anni di immigrazione albanese in Italia, Istat ci dice che si registra una leggera flessione del numero degli albanesi in Italia. Passando da oltre mezzo milione del 1° gennaio 2014 a 498.419 al 1° gennaio 2015. Questa volta si tratta di albanesi titolari di un documento di soggiorno. È vero che sono ridotti i nuovi arrivi, che ci sono albanesi che lasciano il Belpaese, ma dall’altra parte ci sono quelli di cui parlavamo sopra, che diventando italiani, per l’Istat non sono più albanesi in Italia. La verità è che la comunità di albanesi e italo-albanesi in Italia forse già nelle prossime statistiche supererà i 600 mila. Tanti, tantissimi, se si pensa che la popolazione odierna dell’Albania è di 2,8 milioni.

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Il lavoro straniero vale 10 miliardi e paga le pensioni a 620 mila italiani

In Italia 620 041832273-242821e9-6fa3-454a-82fb-6e514eed5e36mila anziani devono ringraziare gli immigrati: sono loro a ” pagargli” la pensione. Nell’ultimo anno infatti i lavoratori stranieri hanno versato ben 10,29 miliardi di euro in contributi previdenziali. Lo sa bene l’Inps: essendo prevalentemente in età lavorativa, i migranti sono soprattutto contribuenti. Non a caso, oggi la popolazione con più di 75 anni rappresenta l’11,9% tra gli italiani, solo lo 0,9% tra gli stranieri.
A pesare il tesoretto dei ” nuovi italiani” è il Rapporto 2015 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato il 22 ottobre a Roma.
Secondo le stime Istat, tra 10 anni gli stranieri supereranno quota 8 milioni, con un’incidenza del 13,1% sulla popolazione complessiva. Nel 2050, rappresenteranno un quinto della popolazione, mentre un italiano su quattro (23,1%) avrà più di 75 anni. “Dati che evidenziano il peso degli immigrati nel nostro Paese – sottolineano i ricercatori della Moressa – oggi, infatti, 1 italiano su 10 ha più di 75 anni; tra gli stranieri 1 su 100. In altre parole, nei prossimi decenni la popolazione italiana è destinata a invecchiare, mentre tra gli stranieri aumenteranno gli adulti in età lavorativa (oggi abbiamo 1 milione di minori)”. E così già oggi il contributo economico dell’immigrazione si fa sentire soprattutto sui contributi pensionistici. “Contributi che vanno a sostenere il sistema nazionale del welfare (oltre alle pensioni, anche altri trasferimenti come maternità e disoccupazione) che si rivolge prevalentemente alla popolazione autoctona. Infatti, la voce ” pensioni” è una delle voci principali della spesa pubblica nazionale e, vista l’età media, la popolazione straniera ne beneficia in misura molto marginale. Anzi, gli stranieri sono soprattutto contribuenti”.

Brescia 17 ottobre 2015 logo